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16 aprile 2018

15 aprile 2018, Legnano: la mia città che corre, di M. Marando

Che io sia una patita del podismo è risaputo.
Che io faccia più rumore di una fanfara durante la festa patronale pure.
Ma che la mia amatissima città, Legnano, sia in grado di dare vita – tramite alcuni eroici condottieri – ad una manifestazione sportiva mirabolante forse non tutti lo sanno: e allora questa storia ve la racconto io, ovviamente a modo mio (parolacce, doppi sensi e minchiate inclusi).
C’era una volta un pazzo: si, la storia comincia così.
C’era uno che si chiamava Alessandro e, salvo non sia in lizza per il pontificato, penso abbia mantenuto lo stesso nome.
Questo rubicondo signorotto, riccioluto, occhialuto, pluricellularato e ciclomunito aveva una passione, anzi ne aveva due: la corsa e le persone. Credo che   in realtà tra i suoi interessi rientrassero anche Vasco Rossi, la beneficienza e la gnocca, (forse non in quest’ordine) ma ne parleremo un’altra volta.
Un bel giorno il pazzo decise di organizzare una gara podistica per le vie della sua città, per dar vita ad una corsa che facesse divertire i partecipanti e valorizzasse non solo questo sport, divenuto appannaggio degli over quaranta per puro spirito suicida, ma anche le meraviglie legnanesi e le rovine storiche, tra le quali sento di potermi annoverare in qualità di reduce dell’epica battaglia. Anzi, credo che tra un po’ insieme al Crocione del Carroccio trasleranno in processione fino a piazza San Magno anche me…
Dunque, inforcati gli occhiali (che un po’ mette, un po’ toglie, un po’ gli cadono e un po’ non gli servono), a cavallo della bici Alessandro ha misurato l’urbe centimetro per centimetro, valutando percorsi, salite, discese, curve e rettilinei: meno male che la capacità di camminare sulle acque è riservata ai vip, altrimenti ci avrebbe fatto fare un passaggio anche sull’Olona.

18 aprile 2017

Maratona di Milano 2017, Storiella Positiva - di F. Clerici

E' giusto raccontare questa storia in questi giorni in cui tutti noi speriamo che non capiti più nulla di brutto.
È la storia di una ragazza che, nonostante tutto e tutti, ha deciso di credere in se stessa più di ogni altra cosa.
Quando forse tutto giocava a suo sfavore, dall'età, a  qualche chilo in più, al tempo, il 2 aprile si è presentata lo stesso sulla linea di partenza della Maratona di Milano, incurante delle frasi di tutti, ma sentendo solo nel suo cuore che voleva arrivare al traguardo. Non credo non avesse paura, ma sono certa che il timore di non provarci nemmeno, per lei forse sarebbe stato più grande di quello di non superare mai la linea dell'arrivo.

22 giugno 2016

La Monza Resegone o te ne innamori la prima volta oppure la detesti, di F. Clerici

La mia prima Mo.Re.
Era il 20 giugno del 2015 quando ho capito che avrei voluto correre anche io la Monza Resegone.
Era una bella serata di inizio estate...la 55esima edizione della Signora Maratona..arrivavo già da un weekend fantastico e ancora non sapevo che quel mese mi avrebbe regalato almeno altri due fine settimana  magici e una bellissima nipotina.
Mi ricordo ancora il momento in cui ho pensato che sulla pedana ci sarei voluta essere io, l'anno successivo: è  stato quando ho riagganciato il telefono con la  mamma  per urlarle che stava correndo nostro cugino Emiliano. È lì, è scattata la vena brianzola della famiglia..Ero a sinistra del palco e  credo di aver fatto spostare il signore davanti a me almeno dieci volte...ogni volta con una scusa diversa.. "scusi, ma il video a mio cugino non lo posso proprio non fare!", "scusi, ma sa che lui è un mio caro amico, se non lo riprendo ci rimane male", "mi dispiace, ma c è un mio vecchio collega.."

17 giugno 2016

Il mio primo Passatore, di Andrea Parravicini

Le grandi emozioni restano immutate nel tempo. Il lungo racconto di Andrea della sua esperienza, anche se vissuta  a fine maggio, è sempre valida. (A. Capasso)
***
Son passati  pochi giorni da termine della 44° edizione della 100 km del Passatore e sto cercando ancora di mettere in ordine le intense e contrastanti emozioni che turbinano nella mia testa.
L'avevo tanto sognato l'arrivo in Piazza del Popolo a Faenza, fantasticando sulla felicità da gridare fino in cielo, sulle dediche per questa mia impresa che ancora fino a giovedì scorso ritenevo ai limiti delle mie possibilità, quantomeno fisiche.
Due anni prima, avevo seguito in moto con Claudia un nutrito gruppo e di amici (Fabio, Angelo, Patrizio, Massimo, Anna, Raffaele e Matteo) e mi ero già innamorato di quell’atmosfera di festa che trasmettevano tutti quei pazzi che partendo in un festoso e colorato serpentone si accingevano a valicare gli appennini tra ali di folla plaudenti per arrivare chi a notte fonda, chi all’alba e chi a mattinata inoltrata a Faenza, città che non conoscevo.

25 aprile 2016

La mia Sarnico-Lovere e l'importanza del B- Side - G. Colombo

[ FOTO ] - Puntuale alle 6:10 Curzio arriva sotto casa a prendermi. Si va alla sede della San Marco, dove due bus ci aspettano per partire verso Sarnico. Gita sociale con un sacco di gente e tanti amici. Laura è già pronta, arrivano anche Fausto, Stefano e Filippo. Ci posizioniamo in fondo come durante le gite scolastiche del tempo che fu; siamo tutti un po' assonnati ma le risate non mancano mai. Dopo una sosta all'autogrill si riparte ma siamo un po' tirati con la tabella di marcia. Arrivo a Lovere, cambio al volo lungo la strada, poi su verso il ritiro pettorali: non c'è più nessuno, e ci affrettiamo a consegnare le borse ai camion dell'organizzazione di gran carriera! Pit stop ai bagni (gran vantaggio arrivar ultimi: non c'era nemmeno coda :-) e insieme si va verso le griglia. Saluto Giambattista Genoni, che corre con una dedica a Paolo. Saluto Laura augurandole un grosso in bocca al lupo per questi 25 km che non ha preparato, e mi avvio con Filippo, Fausto e Stefano in griglia. Davanti vediamo Beppe e Maddy che sono venuti in auto. Un piccolo gruppo di "Quelli del Martedì" decide quindi di provare a correrla insieme in allegria.

13 ottobre 2015

03.10.2015, Reggio Emilia – 4^ Ultramaratona del Tricolore - 6 ore, di A. Oliva

Le gare a tempo hanno il non trascurabile vantaggio che anche se ci si ferma durante lo svolgimento della corsa comunque ci si avvicina al traguardo, traguardo che è posizionato non in un punto preciso come nelle gare sulla distanza ma in un punto temporale e, siccome nessuno, a quanto mi risulta, è in grado di fermare il tempo, il cronometro scorre per tutti, anche per chi interrompe la sua corsa. L’unica condizione che viene posta, per comparire in classifica, è che venga percorsa almeno una distanza pari alla Maratona. Una bazzecola !
Le gare di questo tipo ( 6 ore – 12 ore – 24 ore ) si svolgono necessariamente su circuiti ( e anche su pista ), in genere di pochi km, questo di Reggio Emilia misurava 1,578 km. Oltre alla gara di 6 ore a cui ho partecipato, si sono svolte in contemporanea anche le gare di 12 ore ( valida come Campionato Italiano IUTA su strada ), 100 km e la staffetta 6 x 1 ora. Il circuito è stato ricavato

20 agosto 2012

16 AGO 2012 BACENO – DEVERO – CRAMPIOLO d S. Tonetti

Anche quest’anno i Runners Olona sono al via per questa 42esima edizione della BDC.
Nuovo percorso, allungato di circa 1km ma decisamente più duro e più panoramico! Che bellezza!!
Il cielo coperto che promette pioggia non ferma i circa 450 iscritti a questa “camminata” ormai classica per il 16 agosto.
Per me, ormai da qualche anno, il giorno da “santificare” è il 16 agosto…no, non si lavora…c’è la Baceno Devero Crampiolo!
Una cappa umida che toglie il respiro ci fa compagnia fino alla partenza, notizie dicono che al Devero piove forte e la paura è di trovare la mulattiera troppo bagnata e di conseguenza faticare per la salita....

18 agosto 2012

16 ago 2012 Baceno (VB) – La mia Baceno Devero Crampiolo, di C. Garberi

“Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita. Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli” (M. Fermine, Neve)

Inizio la mia breve cronaca con due doverosi ringraziamenti:
il primo va a Giove  Pluvio che, dopo averci manifestato tutta la sua  potenza, ha accolto le nostre umili suppliche e ci ha  risparmiati, regalandoci pure una splendida giornata di sole.
Il secondo è tributato agli organizzatori della 42a  Baceno Devero Crampiolo, che hanno accolto le nostre umili suppliche e ci hanno risparmiato il lungo nastro di strada

20 aprile 2012

Milano City Marathon - Un tranquillo weekend di... maratona! di GioGiò

- Parte I -
Il mio weekend inizia (o meglio, finisce) alle dieci di sabato mattina, quando apprendo di essere stata scelta dal Mega presidente marziano, Fabrizio Visconte Cobram Cosi come... volontaria per la preparazione dei fiori per la 36-esima Missione dei Podisti da Marte, che coinciderà con la 12-esima edizione della Milano City Marathon.
Ecco cosa succede a richiamare subito un uomo anziché, come da manuale della figa di legno, far passare qualche ora prima di farsi vive!
Stamattina sono chiaramente tutti impazziti, perché nelle telefonate successive si parla dell'acquisto di cappelli di paillettes e di delfini, di consegne di spara-coriandoli e di commissioni a Chinatown: se fossimo intercettati, oggi sarebbe il giorno della retata!
Metà del pomeriggio la trascorro a capire come tagliare il fil di ferro con una pinza (beata ignoranza!), l'altra metà a moltiplicare i fiori marziani (ad oggi l'unico miracolo che ho all'attivo), per poi finalmente andare al pasta party dell'Abbraccio, dove gli altri chiacchierano e io e Flora spilliamo i bigliettini marziani sui fiori, gli altri mangiano e io e Flora spilliamo i bigliettini marziani sui fiori, gli altri bevono e... noi pure: a tutto c'è un limite!
Dopo avere sparato la mia dose quotidiana di scemenze ed essermi assicurata che Flora non stia spillando bigliettini marziani su cuscini, tovaglie e giubbotti, vado a nanna: domani ho una scommessa da vincere. Quale? Lo scoprirete solo leggendo!
Giovanna Cardella (GioGiò)
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20 febbraio 2012

18 Feb 2012 Milano - 34° Podisti da Marte: la mia strada... di L. Amisano

La mia strada verso…
Ogni volta che il Capitano parla, il mio cervello inizia a girare, le rotelline piano piano si mettono in movimento, sempre più rapide. Avevo in mente altro per la missione di carnevale, avevo in mente ciò che poi ho solo rimandato di un mese, il 24 marzo farò ciò che ho progettato, qualunque sia il tema della missione, e lui lo sa già… uomo avvisato…
…Quando ha detto “musica”, quando ha detto “orchestra”, io l’ho vista! Ho visto strumenti sorridenti ballare e agitarsi, ho visto graziose fanciulle che si ornano di violini come fossero cappellini retrò, ho visto simpatiche percussioni che baldanzose agitano il loro larghi “deretanoni” sonanti, percuotendoli con mazze colorate… e un ragazzone che finge di essere un fiero pianoforte, tutto compreso dal suo ruolo… e un violoncello, dolce di sorrisi e d’occhi, la vedevo già… pur non sapendo chi sarebbe stata… 

16 dicembre 2011

15 Dic 2011 Milano - PdM Christmas Mission - Cuori di Natale di L. Amisano

Cuori di Natale
E’ di nuovo quasi Natale e il popolo di Marte… riparte.
Ogni missione è una storia diversa, un nuovo racconto di persone e di cuori, un viaggio unico, intorno al bene che la città sa e può esprimere. Noi siamo il popolo di un pianeta che è lontano, ma ci stiamo avvicinando a passi svelti al mondo reale, ci infiliamo in ogni spiraglio di possibilità e da sempre lo facciamo… correndo, sorridendo, fischiando, urlando la nostra gioia, ululando alla luna, chiamandoci per nome affinché si sappia chi siamo…
Siamo buffi, siamo assurdi, siamo ridicoli, e lo siamo per non passare inosservati, per non essere solo un evento che si può dimenticare, ma per restare impressi nella memoria, e seminare il germoglio di un pensiero.
Ormai è chiaro che ognuna delle nostre missioni deve avere un dress code e, se Natale ne impone, per tradizione, uno in particolare, la fantasia marziana lo interpreta come le pare, e giù Babbi Natale neri, Babbi Natale coi guantoni pronti a sferrare… amore, Babbe Natale sexy,  pastori tirati da pecore, sacre famiglie multiple, re magi da Marte, Angeli e arcangeli, alberi di Natale che corrono e scivolano sul monopattino pieni di palle e lucine e addobbi, Babbi Natale di tutte le dimensioni e fogge, e un solo e unico elfo… che col megafono muove e guida la nuvola di cuori in giro per Milano.
Si corre (troppo forte?), si va (giringiro), si gira (intorno a una piazza), si sale (sui tram), si scende (in Metro), ci si siede (in mezzo alla strada) per fare le foto, ci si china (ad altezza bimbo) per fare altre foto, si danno (fiori) si riceve (un grazie, un sorriso), ci chiedono (chi siete?), rispondiamo (Podisti da Marte),  si parla(correndo), si respira (un affanno), si corre (pianino), si respira (fortissimo), si urla (Buon Natale!!!), si sorride (mai smettere di farlo), si aspetta (di farsi scattare una foto), si sorride (a un signore che ci guarda), si guarda una vetrina (con dentro i giapponesi che ci fotografano), si rallenta (ma quanto corrono questi stasera?) e, quando ci si ferma, si ritrova l’amica che si sperava di vedere ancora in corsa (si sorride), e si riparte (mai fermarsi!)…
Le piazze si illuminano delle nostre stelline, le strade risuonano della voce marziana, la gente si gira, stupita e contenta, Milano si accende, di mille colori, i bambini ci danno il cinque, i vigili ci sopportano, la Polizia si ritrae, il sindaco, se fosse in “casa” ce lo butterebbe un bel secchio di acqua gelata? Ma quanti siamo? Ma che facciamo? Ma da dove veniamo? Ma perché? Giorno verrà in cui Milano saprà rispondere senza domandare.
Via Dante, l’ultimo brandello di strada, a passettini, sola, col pupo di plastica tra le braccia, una pazzerella con le ruote e gli occhiali “di Natale” appena dietro, un albero di Natale mi fa la foto, una Babba Natala me ne fa un’altra, li lascio andare avanti a me… tanto so dove trovarli: li sento, tutti li sentono. Come fai a non sentirli? Batte il grande cuore di Marte, batte per la città, che dovrà aprirlo questo regalo che le facciamo.
E io? Io mi giro e metto gli occhi negli occhi della mia amica e le sfioro la guancia con la mia e sono contenta… persino di più.
Laura Amisano
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18 ottobre 2011

16.10.2011 Arona-Verbania - 1^ Lago Maggiore Marathon di G. Colombo

Dialogo semiserio tra un podista e i Santi durante una maratona
Fa freddo. Beh non come in Lituania, da dove sono rientrato venerdì, ma fa freddo. Sarà anche la casa dei suoceri a Castelletto Ticino, che è grande e i riscaldamenti non sono ancora accesi, ma domenica mattina alle 6 e un quarto batto un po' i denti. Il solito rituale propiziatorio, la colazione e aspetto Michela che mi accompagnerà alla partenza. Meno male che ho portato il giubbotto, temperatura indicata sul cruscotto della Panda 3 gradi. Passo un'ora mezzo a cercare di non congelare, mentre arrivano tutti i podisti. Mi rifugio al tendone, comincio a vedere le casacche amiche biancoblu. Siamo in 18, mi dicono; alcuni non si aspettavano di vedermi. Non ho pubblicizzato molto l'evento e, con il senno di poi, posso dire... >>>Gianni Colombo
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4 ottobre 2011

2 Ott 2011 Milano - Deejay Ten...FantastiCla! di A. Maltagliati

Domenica FantastiCla!
Sabato pomeriggio 02 ottobre sono andato a ritirare il mio pettorale 983 per correre la mia quinta DJ Ten accompagnato dai miei amici che, con me stavano correndo la fiaccolata, per la festa dell’Oratorio e per fare festa ai 50 anni di sacerdozio del nostro parroco Don Marco, piccola deviazione “toccata e fuga” in quel di Milano.
Correre la fiaccolata il giorno prima di una 10 km da fare a tutta non è esattamente da manuale del buon corridore, ma certe esperienze sono figlie della tradizione e dell’amore per certi luoghi e persone, per cui non potevo mancare.
Ho studiato ogni dettaglio della mia domenica mattina a Milano, zona Sempione/Arco della Pace, nei minimi dettagli: 07:00 sveglia, colazione, ore 08:01 parcheggio l’ulitaria a 100 dal via/arrivo sul Sempione, caffè, riscaldamento lento di 20/25 min in zona poco affollata del parco e poi alle 09:00 sono già in griglia con Franco, con cui avevo appuntamento proprio lì a quell’ora! Mezz’ora compresso come una sardina (Linus fate le gabbie!!!), pronto per il via. Insomma tutto è filato liscio, anche oltre ogni previsione, come diceva Hannibal Smith: “vado matto per i piani ben riusciti”.
Intravedo l’amico AntoniocolcaschettoneroCapasso in zona VIP a fare foto non ai soliti podisti, mi fa piacere vederlo lì, magari dopo…
Sparo e via, cerco di stare in piedi nei primi 150 m poi si spalanca il vialone del Sempione e quindi c’è abbondantissimo spazio per tutti per trovare il proprio posto ed il proprio passo nel serpentone targato DeeJay, tra l’altro il percorso passa proprio sotto la radio! Un bel vascone su e giù fregandocene dei semafori rossoverdigialli e ci si lancia nel misto del tracciato, come speravo trovo Antonio appollaiato su un semaforo tra il 3 e il 4 Km: “Ciao Antoniooooooooo”. Il Garmin perde l’orientamento e non mi aiuta a sapere il passo, vado a sensazioni, capisco che giro forte, anche qui oltre le mie previsioni, passo al 5 in 18’:19”; no, non sono io! Inevitabilmente rallento un pochino nella seconda metà, dove tra l’altro i DJ fivisti non sono proprio ortodossi e invadono in parte la corsia riservata a noi Ten. Insomma che volevo fare “38 se va bene” e mi trovo che il RT mi dà 37:01:32, solo 1” più alto del mio PB! Azz però! Dove ho perso questo secondo nei 10 Km, lo so. Mi sono distratto all’arrivo per farmi fare la CapassoFoto! Mannaggia Andò! J
Chiudo con due considerazione:
  1. molto, ma molto, ma molto molto più bella la gara nel cuore di Milano che non in zona San Siro.
  2. io non mi sono accorto di nessun disservizio perché non ho usufruito del ristoro né del deposito borse, ma voglio dire bravo a Linus ed a Gabriele Rosa, perché, finalmente, c’è qualcuno che sbaglia e che si prende delle responsabilità, anche se non tutte sue, e non siamo al solito teatrino: “si ma io ma lui!
Vado a casa a prepararmi perché il mio week-end non è ancora finito, basta correre però, è ora di relax in compagnia, ottima compagnia.
13000 alla DJ Ten?! Niente in confronto alla mia domenica FantastiCla!
Andrea Maltagliati -- foto
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31 agosto 2011

27.08.11 Val Bognanco (VB) - "La Veia dei Cuntrabbandiè" di C. Garberi

Mais ou sont les neiges d'antan? (Ballade des dames du temp jadis - F. Villon)
Al termine di una prolungata astinenza podistica (il 21 agosto non ho trovato gare abbordabili!), afflitto perché il lavoro mi avrebbe privato della Sgamelàa d'Vigezz, mi sono messo alla frenetica ricerca di qualche corsa, possibilmente in montagna, meglio se su sentiero. E, galeotto fu il volantino...e chi me lo mise tra le mani al Devero...apprendo la piacevole notizia che in un giorno (sabato 27 agosto) ed orario (le 15) piuttosto insoliti si darebbe corsa in alta Val Bognanco la Veia Di Cuntrabandiè descritta  come  rassicurante Marcia non competitiva attraverso la vecchia via degli spalloni benché inserita nel duro circuito Intenational Skitour 2011 (per intenderci: Monterosa Skymaraton, At Zalut, Km verticale Omegna, Baceno-Devero-Crampiolo). Il programma prevede partenza dal rifugio San Bernardo  ed arrivo in salita al rifugio il Dosso sulla distanza dei 12,2 Km con dislivello positivo  di "soli" 1000 m.  Poiché il tutto sembrava gradevole, non particolarmente difficoltoso e mi consentiva altresì un "pellegrinaggio nella memoria"   nei luoghi della mia infanzia,  decido di partecipare. Al via poco meno di una settantina di concorrenti, la maggior parte appartenenti a  società sportive "montane". Ormai mi capita con una certa frequenza  di partecipare, soprattutto in montagna, a gare numericamente "elitarie"...forse per l'inconscio desiderio di piazzarmi almeno tra i primi 100!. Start come da programma davanti al Rifugio, dopo breve briefing per illustrare il percorso e le sue difficoltà. Parto con  la testa piena di pensieri e le gambe stranamente pesanti nonostante il sentiero, seppur con fondo molto irregolare, non presenti una pendenza proibitiva. Percorro lentamente (circa 35 minuti!) i primi 3-4 Km prendendo coscienza che il peso non sta nelle gambe ma nella testa.  Costeggio il lago di Ragozza e,  alla vista di alcuni escursionisti che frugano tra i cespugli, non riesco a trattenermi dall'imitarli: mi sono fermato a raccogliere mirtilli, lo giuro!. Sarà forse per l'effetto di queste magiche bacche che la mente  comincia a sgombrarsi dai grevi pensieri di pianura e sino al rifugio Gattascosa mi sembra di ritrovare l'attitudine alla corsa, subito frustrata   dalla salita al alla bocchetta di Gattascosa davvero ripida, tanto che la percorro a 4 zampe (...e se ne avessi avute 6 sarebbe stato anche meglio!). Attorno al 6° Km raggiungo la cresta della montagna (altitudine prossima ai 2300 m) battuta da raffiche di vento che letteralmente spazzavano via dal sentiero, non impedendomi comunque la sosta per un appagante colpo d'occhio sui ghiacciai dell'arco alpino. Vento che in più di un'occasione ha "spianato" al suolo le fettucce di segnalazione, facendomi smarrire la strada per qualche centinaio di metri. Segue discesa ripidissima verso il vallone del Monscera su pratone appena falciato che mette a dura prova menischi e legamenti delle ginocchia. Ancora salita sino al Lago D'Agro. Altra doverosa sosta, in assoluta e perfetta solitudine, ad ammirarne il colore - verde profondo con riflessi dorati - che solo gli occhi di alcune donne possono uguagliare. Quindi discesa in pineta verso l'Alpe  dei Paioni. Alla fine, come promesso dal volantino, l'arrivo in salita al Rifugio del Dosso per un ripido  antico (ma pulitissimo) sentiero nel bosco,  che percorro quasi tutto camminando. Termino la mia fatica in 2.15'57" (51°) gli 11,66 Km indicati dal GPS .  La gara finisce con premi per tutti i partecipanti. La giornata si conclude con la cena al rifugio (compresa nell'iscrizione)  e con la personale meditazione sugli insegnamenti scaturiti da questa dura gara: 1) Ho capito perché qui il contrabbando ad un certo punto sia finito: puro esaurimento fisico - 2) Ho imparato a diffidare delle camminate e marce non competitive in montagna: nascondono sempre dei tratti verticali! - 3) Ho finalmente compreso quale peso oggi mi opprimeva: l'ultima volta che sono stato in questi posti ero un bambino e domani, 28 agosto, è il mio 53° compleanno... ou sont les neiges d'antan?
Cesare Garberi
Per la cronaca, su  64 classificati,  1° assoluto un grandissimo Damiano Lenzi   che chiude in 1.13’11” (e meno male che ha accusato problemi fisici!!),  seguito da Walter Pozzoli (1.20’41”)  e Davide Garlaschini (1.21’24”) , che mira aldominio assoluto  nella InternationalSkytour 2011.
La classifica femminile: 1a Maria Giovanna Cerutti 1.36'23 – 2a Greta Mancini 1.54'31 – 3a ChiaraMontanari 1.56'00
Per le classifiche complete e le foto >>>QUI
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17 agosto 2011

16 Agosto 2011 Baceno - 41^ camminata Baceno-Devero-Crampiolo di C. Garberi


Vivere veramente, non puramente trascorrere i giorni (E. Hemingway)
Raramente mi capita di essere in ferie alla metà di agosto; e non ricordo, neppure nei miei remoti anni giovanili, di aver mai partecipato a gare di corsa in questo periodo, meno che meno ad una corsa in montagna. Ma il 16 agosto, invece di spaparanzarmi al sole di qualche affollata spiaggia, ho voluto cimentarmi nella Baceno-Devero-Crampiolo. Gara in salita (dislivello + 1246 m) che, da neofita, apprendo essere ormai storica (siamo alla 41a edizione). Perché l'ho fatto? Per almeno 3 motivi, che ritengo molto validi e vado ad elencare in ordine di crescente importanza: 1) Mi sto innamorando...della montagna. 2) Statisticamente, anche per una selezione naturale, in montagna si incontrano meno sciocchi (sinonimo politicamente corretto di altro termine) che a livello del mare. 3) Alla Camminata del Devero ha voluto partecipare anche mio figlio Francesco, 10 anni, che dal padre ha sfortunatamente ereditato l'incoscienza (mai corso per più di 6 Km) e la voglia di sognare (...per sua fortuna la bellezza è nel DNA ricevuto dalla madre!). Quindi armata di buoni propositi ("prepariamo tutto la sera prima e ci alziamo prestissimo") miseramente crollati alla luce del sole, la Garberi's family arriva a Baceno con un volo last minute (...a seguire i tempi sul giro registrati dagli autovelox) giusto in tempo per ritirare i pettorali prenotati on line ed "intrupparsi" nella massa dei runners (i classificati risulteranno poi ben 430!) già allineati alla partenza. Qui ritrovo  Claudio e Fabrizio, altri 2 pilastri portanti della nostra Società giallonera (ragazzi perché non costituiamo il team "I Guardiani delle Retrovie"?). Start! Subito in salita; andatura cauta: non conosco il percorso ed ho ancora nelle gambe (e in altre meno nobili zone del corpo!) i 22 Km del trail di sabato 13. Inoltre parte del fiato la devo spendere per frenare Francesco che sembra voler correre i 400 metri piani. Primo tratto su strada asfaltata, circa 6 km con pendenza quasi costante. Un brivido di terrore mi coglie quando mi accorgo che la strada non è stata chiusa al traffico e saliamo dribblando le auto (o le auto dribblano noi?): penso a mio figlio ed alla sua testa tra le nuvole; conoscendolo devo necessariamente confidare nella buona sorte, nella bassa velocità dei veicoli  e nella prudenza dei conducenti. Si arriva finalmente a  Goglio; comincia la mulattiera con pendenza da skyrace; qui comprendo appieno perché la Baceno-Devero-Crampiolo viene definita "camminata". Salgo, lentamente ma inesorabilmente, spinto più dal "non pensiero" (vedi: Lo Zen e l'arte della corsa) che dalle gambe; fa caldo e devo fermarmi ai ristori, invocati ed evocati come la biblica "manna dal cielo". Risalgo. Mi rimane un po' di fiato per gridare (?!) "sei grande" ad Angelo Cerello, altro giallonero, classe 1934, che mi supera come un camoscio. Si arriva finalmente a Devero, dove entro correndo,  favorito da una leggera discesa e dagli incitamenti delle mie 2 ragazze Gabriella&Gabriella (moglie e figlia...che pensavate?). Proseguo la corsa fino al bivio per Crampiolo. Altro stop in salita...saranno poche centinaia di metri...ma si sentono eccome! Però tutti attorno ormai gridano che è finita...ed è vero!. Discesa, vedo lo striscione con le 6 lettere più belle del mondo (ARRIVO), azzardo allora uno sprint che mi fa recuperare alcune posizioni - senza peraltro più raggiungere i casoratesi  Angelo e Claudio - e distanziare gli immediati inseguitori. Taglio il traguardo in 209a posizione; il GPS segna 11,650 Km, percorsi in 1.43'41". Il tempo per riprendere fiato e liquidi al ristoro,  una "doccia" all'abbeveratoio e ripercorro a ritroso il tracciato alla ricerca di Francesco che, sorprendentemente incontro all'inizio del discesone per Crampiolo. Lo accompagno di corsa. Chiude in 2.03'09, piazzandosi 285°. Niente male per un absolute beginner!  Considerati gli oltre 40 anni che ci separano avrà ben presto modo non solo di superarmi ma di "doppiarmi". Concludiamo la parte "agonistica" della giornata vittime (consenzienti) degli scatti di Antonio Capasso. Seguono rancio alpino e supplizio della graticola, come estate comanda, lungo i sentieri e sulle rive del Lago delle Streghe. Tralascio le classifiche, ormai già pubblicate. Ma al di là dei freddi numeri, un applauso meritatissimo va sicuramente a Scilla Tonetti (Runners Olona), in forma smagliante ed ormai "incollata" ad ogni podio. Ed infine una critica (costruttiva) agli organizzatori di questa bellissima gara: non è cosa impossibile chiudere al traffico per un'oretta la strada, almeno fino a Goglio; al Mottarone già lo fanno:  non si respirano i gas di scarico (...suvvia, siamo in montagna!) e ci si guadagna in sicurezza.
Cesare Garberi -- Foto e Video
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19 luglio 2011

17 luglio 2011 RIALE - Val Formazza: "BETTELMATT SKY RACE" di S. Tonetti

BETTELMAT  SKY RACE
“LISCIA, GASSATA O FERRARELLE?”
Si perché in questa 5^ edizione, prova di Campionato Italiano di SkyRace, di acqua ne abbiamo presa proprio tanta, tanta, tanta!!
Sicuramente meno il numero di iscritti rispetto agli altri anni ma, la pioggia e il freddo non hanno di certo frenato gli appassionati di corse in montagna!
Tre i percorsi proposti dall’organizzazione Formazza Event, 35km per la SkyRace, 20Km per la SkyRunning e 6Km per la non competitiva.
Causa maltempo e  per motivi di sicurezza, entrambi i percorsi hanno subito delle variazioni, la SkyRace è stata accorciata a 30km (anche se qualcuno dice siano poi risultati all’incirca 27km) e la SkyRunners da 20km è diventata 22km!
Alle ore 9.00 la partenza per il percorso lungo e 1 minuto dopo partiamo noi, Manuel ed Io!
Il tracciato è subito in leggera salita, non c’è la necessità di farsi largo e uscire dal gruppo ma la nostra partenza è già abbastanza allegra…io non so cosa mi aspetta perché, come al solito, parto senza studiarmi il percorso e senza preoccuparmi nemmeno dei dislivelli…”beata ignoranza” avrebbe detto mia mamma!!
Siamo tutti ben attrezzati per il freddo, kway, fascia o cappellino per la testa, qualcuno con i guanti…certo non pensavo di trovare quella temperatura…altro che 17 luglio!! Arrivati alla Diga il sentiero cambia pendenza, le gambe iniziano a sentire la salita e automaticamente rallentiamo!
Tutti vicino a me cercano di non “strafare”, nessuno supera, si cammina in fila indiana, occhi impegnati a controllare l’appoggio dei passi del compagno che ti precede, c’è fango e parecchie pietre, e così proseguiamo verso il Gries.
La pioggia inizia a scendere, e qui in alto il vento diventa pungente…per alcuni tratti siamo completamente immersi dalla nebbia e dal silenzio….sento solo il mio respiro, quello dei compagni più vicini, il rumore delle pietre mosse dai nostri passi e il profumo di bagnato che mi pervade le narici! Ossigeno….un respiro infinito di aria buona che mi accompagnerà per tutta la gara!
Nonostante la fatica sento di avere uno sguardo sereno e beato, il GPS perde completamente il segnale…mi si inarca il sopracciglio e mi chiedo “sarà che procedo troppo lentamente o sarà colpa delle nuvole??!!” Mah, non mi preoccupo…”saranno sicuramente le nuvole!!”…anche perché per me portare il GPS è come portarsi appresso un orsacchiotto di peluche per compagnia e abitudine!!
Scolliniamo al Passo Corno e entriamo in Svizzera, inizio ad avvertire un po’ di stanchezza e quindi cerco di distrarmi pensando al paesaggio che mi circonda (anche se non si vede una mazza), ma la fantasia non manca, mi anima il pensiero di essere così in alto e di sapere che sono in una buona posizione di gara!!
La salita prosegue verso San Giacomo e il mio “orsacchiotto di peluche” mi comunica che siamo già a buon punto…..non vedo l’ora che arrivi l’ultima discesa, voglio vedere come riescono a girare le gambe (ultimamente mi sembra di esser migliorata un po’ sulle discese!!) evvai…….
Dopo l’ultimo ristoro un lungo falsopiano e poi la discesona che Manuel mi raccontava da tempo……..Pistaaaaaaaaaaaaaaaa, si scende veloci…abbastanza insomma…cerco di frenare il meno possibile, anche se in alcuni punti il fango è veramente scivoloso, dietro di me Manuel e un altro runner…vai vai vai, dai che è finita ragazzi!! E che pelle d’oca…un po’ per la velocità con cui girano le gambe, un po’ perché so di essere la prima donna….nessun rotolone, niente crampi...tutto perfetto!!!
Chiudiamo in 29^ e 30^ posizione in 2h31! Siamo stati dei grandi!! Una squadra fortissimi!!
Scill@
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11 aprile 2011

10.04.2010 MILANO CITY MARATHON RELAY di L. Amisano

L’onda, un mare di bene
Devo riprendere le parole che ho scritto tra le mie note di Facebook:” Ma se due anni fa non sapevo neppure quando si corresse... anzi, sapevo che si correva a novembre, perché avevo incrociato una ragazza che si allenava per la maratona di Milano, ed era inverno, e mancavano 3 settimane...
Ma se un anno fa l'ho fatta senza capire bene di cosa si trattasse, un po' a rimorchio, come si dice, guidata da altri, a fare cose, ad andare in posti, a ritirare buste, a consegnare pacchi gara, a conoscere persone nuove, sfidando la mia natura...
Ma se fino a gennaio ancora non era in movimento, nel mio piccolo universo, questa cosa che si chiama Milano City Marathon
Perché adesso mi sembra che non ci sia altro nella mia vita?
Perché adesso trascorro il tempo a organizzare, telefonare, scrivere, spuntare, prendere numeri di telefono, e-mail, misure di magliette...

23 marzo 2011

20 Marzo 2011 ROMA - Grazie Roma – Storie di Amicizia e Maratona

Questa storia ha inizio in un tardo pomeriggio di agosto, con un Mojito (di troppo) sul lungomare di una spiaggia del Salento e due amiche un po’ brille che si mettono inseguire un esterrefatto (e statuario) venditore di parei, per poi superarlo ridendo. Continua il giorno dopo con una corsetta serale, protagoniste le due amiche e un cane, che le segue in silenzio finché non si tuffano nell’acqua rosa del tramonto. Prosegue in città col regalo del primo cronometro e la prima maglietta tecnica e poi con le 10km insieme a Milano, le mezze maratone a Palermo e Verona e gli allenamenti insieme durante le feste natalizie, quando le due (cognate per destino e amiche per scelta) si ritrovano vicine e ne approfittano per scalare insieme Monte Pellegrino, lanciarsi sulla discesa di Mondello, esplorare la riserva di Capo Gallo e salire fino al faro, prima di tornare indietro e fermarsi in riva al mare a chiedersi quanta estate possa esserci in un mattino di dicembre. La storia avanza con altri allenamenti e altri compagni e approda finalmente a Roma, dove le due (cognate nella vita e sorelle nella corsa), quando tutto il gruppo va in albergo a riposare, a pregare, a raccoglierei pensieri e le forze prima della gara, tornano dentro al Marathon Village a prendere volantini, distribuire “forse”, fotografare i campioni e caricarsi con l’energia di un fiume di maratoneti che scorre ininterrotto. La storia si compie una domenica mattina di marzo, col sole che illumina una foresta di gambe ancora pallide, mentre una metà della stessa persona corre e l’altra metà la insegue sul percorso, la fotografa, la incita e infine piange quando capisce che ormai è fatta. La storia si scrive sotto il cronometro dell’arrivo, 4 ore e 20 minuti dopo la partenza, quando la metà che ha corso e sofferto e la metà che ha sofferto e atteso si riuniscono finalmente in un solo sorriso.
Giovanna Cardella
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20 marzo 2011

Vigevano 20 marzo 2011 - 5° Scarpa d’Oro Half Marathon di E. Comparelli

La mezza del Sole (o quasi …)
Bàgai,
clamoroso a Vigevano! Alla Scarpa d’Oro oggi non ha piovuto!!!
E sì perché la mia mezza preferita rischiava di cuccarsi la poco gradita fama di gara “sfigata” a causa delle condizioni meteo in cui si sono disputate le ultime edizioni.
Ad inizio settimana il meteo dava pioggia per domenica 20; poi davano sole ma, quando ieri pomeriggio si è scatenato un temporalone estivo con pioggia a catinelle, ho temuto di dover correre con la muta da sub…
Invece stamattina c’erano nubi sparse ed un timido e pallido sole; la temperatura era comunque frizzante e nella Valle del Ticino tirava un vento fastidioso.
Arrivo presto allo Stadio con Carlos; incrociamo i primi amici e poi via via arrivano tutti.
Le novità di quest’anno sono che i pettorali si ritirano dall’altra parte dello Stadio, che il pacco gara te lo danno alla fine consegnando il chip, che la canotta (molto bella!) è tecnica; peccato che al mio arrivo le “taglie forti” fossero finite; mi è toccato prendere una M, almeno ho accontentato la moglie.
Ottimi come sempre tutti i servizi: deposito borse custodito dagli alpini; bagni, spogliatoi e docce dello stadio; ingresso in pista per fasce di tempi; ristori, spugnaggi e presidio sul percorso ben curati con personale sempre attento e cordiale (anche per gli ultimi!). Ottimo il pacco gara con canotta e calze tecniche + caffè!
Era la prima volta dopo 15 mesi che provavo a fare una mezza; senza allenamento, senza fiato, decisamente sovrappeso, col ginocchio da tenere d’occhio, insomma … propi na bela fùrbàda da pirla!
L’ultima volta che avevo fatto 21 km in una tapasciata c’avevo messo 2h e 50’, per cui avevo detto ad Andrea e Manuela che non ce l’avrei fatta a stare dentro il tempo massimo delle 2h e 30’; e la Manu mi aveva sorriso: “Compa, non preoccuparti che ti aspettiamo”.
Stanotte però ho dormito tutto agitato; un giràs e rigiràs in dal lèt sensa mai ciapà sogn! Uè, peggio che prima dell’esame di maturità!
Bel colpo d’occhio sull’anello della pista dello stadio: oltre 2.000 gli atleti al via.
Per arrivare al traguardo avevo solo una tattica: partire piano senza forzare, cominciando subito ad alternare corsa e passo. Nei primi 5km sono stato fortunato perché mi sono trovato circondato da tante belle gnocche che corricchiavano la Scarpa Rosa! Infatti nella stracittadina non competitiva di 5km le donne si distinguevano per il pettorale rosa ma .. anca per qaicoss d’alter ---)))
Dopo il passaggio dallo stadio però sono rimasto da solo; 300m avanti avevo la Marilena che adottava la mia stessa tattica; pensavo di essere ultimo ma alla rotonda del km 8° ho visto 200m dietro la sagoma inconfondibile dell’amico-rivale Enrico “tallonato” dall’ambulanza.
Per 10 km ho fatto l’elastico tra questi due; ogni volta che sentivo il borbottìo del motore dell’ambulanza … gambe in spalla e via; ogni volta che ero alle calcagna della sciùra … la mè mulàva lì!
Poi al 18° ho beccato due “piccione” … senza fare una fava; raggiunta un’atleta in difficoltà con un piede dolorante la Marilena si è fermata al suo passo, mentre Enrico ha “mollato l’osso”.
All’ultimo km mi viene incontro una trappolina con la mamma dietro che le grida: “Giulia, batti le manine al “nonno” che sta correndo!” Sigh …
All’ingresso in pista c’è Manuela che mi accoglie con un “Ma sei già qua!” Mentre sento chiamare
tra le premiate la Road Agnese, Andrea mi dà la carica per chiudere bene il giro di pista e poi … “ O signùr! Avrò mica tirato le cuoia? Me pàr de vès in Paradìs! Mi vengono incontro due angeli sotto forma delle due Miss Belle Gnocche Marziane Popi e Simo e mi affiancano negli ultimi metri e … quando mi baciano, capisco che sono ancora vivo!
Sono arrivato quartultimo i 2h 38’ 32”. Non c’ho mai messo così tanto a chiudere una mezza ma è il tempo finale di cui vado più orgoglioso!
Molto bella la medaglia; al ristoro le crostate erano state spazzolate scientificamente senza lasciare neppure una briciola. Per consolarmi ho fatto il bis con l’ottimo risotto alla salsiccia.
Al ritorno in auto Carlos, il caballero de la pampa, si lamenta: la Manu quest’anno non mi ha premiato come partecipante a tutte le edizioni e poi non c’erano le ragazze clown che mi piacevano tanto e poi lo sanno tutti che il riso nasce nell’acqua e muore nel vino ma oggi il vino non c’era col risotto e poi … comunque l’anno prossimo alla Scarpa d’Oro ci torno di sicuro.
Io da buon astemio su una cosa sono d’accordo con lui: anche l’anno prossimo a Vigevano ci sarò!
Minga per nient questa è la mezza più bella che c’è!
Alla prossima,
Ettore “mezzo-fondista” Compa

17 marzo 2011

17 Marzo 2011 – VA’ PENSIERO… Lettera aperta all’amico AnCap dal suo amico impertinente

10 febbraio 2011 Si ode uno squillo di telefono….
“Pronto”?
“Ciao”!
“Chi sei”? Hai detto.
“Come chi sono”? Sono Ross!
“My God Antonio “! ”Non ti ricordi più del tuo vecchio amico”?
“Ah”!
“No”! Si , è bello risentirti “ hai risposto .
”Ma dove sei stato tutto questo tempo “ ?
“Lontano e lo sono ancora” ho risposto.
“Torni”?
“Si, no più avanti”
“Perché non mi scrivi”? Hai detto.
“Si lo farò” ti ho risposto.
………………………………………………………………………….
Eccomi qua. Scriverti attraverso il blog m’imbarazza un po’ perché altri che non mi conoscono di persona e della mia esistenza a lor nulla cale leggeranno di…………….Tant’è!!
Essere lontani dall’Italia, soprattutto, in questo periodo è talvolta motivo di sollievo ma man mano che il profumo delle Jacarande va scemando ritorna alla mente la dolce primavera romana, l’aria di seta di Napoli, l’odore fresco e pungente dei giardini di via Palestro a Milano. Ricordi quella rondine che trovammo nel solaio di quella casa in viale Campania a Milano all’inizio di una primavera di tanti anni fa? Non aveva retto all’inverno la poverina! Ricordi… Emozioni….
A proposito d’emozioni, hai visto il Nabucco diretto dal nostro Muti “sabato 12.03 a Roma?
A me è stato inviato, via internet, da amici, se l’hai perso puoi trovare qualcosa su You Tube. Che emozione amico mio!!
Alla fine del coro del Nabucco : Va’ pensiero ….oh mia patria si’ bella…. il pubblico in piedi gridava” VIVA L’ITALIA “….e dal loggione buttavano migliaia di volantini (non di pubblicità !!) ed orchestrali e coristi piangevano per l’emozione. Mi sono commosso ed anch’io dinanzi alle immagini che scorrevano sul video ho gridato Viva l’Italia. Viva mia dolce Patria tanto vilipesa e maltrattata all’interno quanto amata e rispettata “ancora” (e nonostante……) dal resto del mondo. Stamattina -16 marzo- ho esposto il tricolore al cancello d’ingresso della mia casa (ancora mi brucia l’uso che ne aveva consigliato “quel tal che abita là un po’ fuori di mano”).
Ho sfogliato il tuo blog a lungo e tra le tante novità ho notato che anche il podismo festeggia ampiamente i 150 anni dell’Unità d’Italia e voi podisti correrete (non è una novità) a dritta e a manca, giorno e notte (ma che vi ha fatto la dolce e silente notte?) per la ricorrenza (Ci sono molti bersaglieri o ex bersaglieri tra voi?)
Certo che ripensando allo sport in generale ed al podismo in particolare L’Italia, dalle Alpi alla Sicilia, è ben rappresentata, per restare ai più famosi nel mondo dal 1890 ad oggi 2011 basterà ricordare:
Carlo Airoldi (Origgio) -- Dorando Pietri (Carpi) – Livio Berruti (Torino) – Pietro Mennea (Barletta) – Stefano Baldini (Reggio Emilia) – Gelido Bordin (Vicenza) - Alex Schwarzer (Vipiteno)….
Mio caro amico ritornando alle ”novità” ho rilevato una “internazionalizzazione (!!)”, sei presente in quel di Torino e ai maggiori convegni sul tema; hai migliorato il tuo esprit fotografico ed ampliato notevolmente il parterre digitale (per te vale l’iscrizione virgiliana: Neapolis me genuit, tenet noc facebook!!); hai un nuovo compagno di “click-zoom-vai si gira” un tal Franco di Busto Arsizio dall’aspetto pacioso; il cambio di nome del blog in ”AndòCorri”. Perché Andò e non Antò? Chi Andò? Lui? Lei? Egli? Ella? E dove andò? Perché andò? Con chi andò? E perché Antò andò e non tornò?
Ad maiora, il tuo sempre impertinente amico-Ross.
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