20 marzo 2013

17/03/2013 MARATONA DI ROMA - “Biscottino ci arriviamo a quel traguardo” di D. Casiraghi

Raccontare questa gara mi è difficile. Difficile perché è stata una gara bella e sofferta in una città da sogno come Roma. Mi sono iscritta un anno fa con il sogno di tagliare quel traguardo adiacente al Colosseo in una giornata di sole dai colori sgargianti.
Nonostante fossi a buon punto della mia preparazione alla maratona 3 settimane fa il destino infido ha fatto si che prendessi una distorsione con lesione parziale del legamento laterale al ginocchio che mi ha imposto lo STOP quasi totale agli allenamenti. Ieri alla partenza ero posseduta dall’incertezza di quello che sarebbe stata l’esito della mia gara.
A mio favore avevo l’esperienza di aver già corso la distanza più volte e quindi di saperla gestire e la testardaggine tipica dei muli nel voler raggiungere l’obiettivo. A mio svantaggio lo scarso allenamento dovuto all’infortunio e il percorso non facile per via dei continui saliscendi e sanpietrini. Una vera e propria sfida!
Alle 9,00 siamo già tutti in griglia, siamo in 15 mila ad aspettare quello start! Parto fiduciosa, il ginocchio si comporterà bene? Mah! Speriamo! Ho messo in preventivo dei tratti di cammino alternati a corsa per non forzare troppo il ginocchio appena guarito, non voglio farmi male ancora.
I primi 10 km scorrono bene, le gambe rispondono
bene e il ginocchio tace. Siamo tantissimi a correre questa gara, tantissimi amici mi superano salutandomi. Non mi sento sola corro con tantissime persone attorno, è quasi una festa.
Al quindicesimo kilometro il ginocchio si irrigidisce, temo il peggio, cammino 500 metri e l’indolenzimento si placa e riparto con un po’ di apprensione: da adesso in poi ogni 2 kilometri cammino almeno 100 metri. Avanzo cautamente in mezzo a questo mare di corridori. Roma è proprio bella! 
Alla mezza incomincio a sentire la stanchezza, lo scarso allenamento si fa sentire purtroppo. Per questa maratona ho indossato la maglietta marziana con la scritta “Biscottino nel cuore” questa maratona la corro per lui e con lui arriverò a quel traguardo! Macino ancora qualche kilometro e il ginocchio sembrerebbe sopportare bene la mia stazza e lo sforzo a cui lo sto sottoponendo. Sulle salite fatico, le forze incominciano a mancare, il panico di non arrivare si fa largo nella mia testa. Ingoio un altro gel nella speranza di poter proseguire. Sento le gambe indurirsi passo dopo passo ma vado avanti. Moltissime amiche so che mi stanno seguendo via internet, non le deluderò. Metto un po’ di musica e cerco di ignorare il feedback negativo del mio corpo. Arrivo al trentesimo kilometro esausta, il dolore sotto le piante dei piedi si è fatto insopportabile, sopraggiunge anche il mal di stomaco ma io DEVO arrivare al Colosseo! Ormai è più il tempo che cammino che quello che corro ma chi se ne importa! Io non devo fare il PB, io devo solo arrivare al traguardo! Avanzo in maniera scoordinata lungo il percorso fatto per lo più di sanpietrini, vedo molta gente cadere esausta o fermarsi per i crampi e i dolori alle gambe. Io ancora posso avanzare e mi sento fortunata!
Avendo fatto solo un lungo di 25 kilometri per preparare questa gara mi sento quasi miracolata per non essermi ancora arresa. “Biscottino ci arriviamo a quel traguardo! Te l’ho promesso! Stai al mio fianco e vedrai che ci arriviamo!”. Sfinita arrivo al trentottesimo kilometro, mi manca veramente poco oramai ma io non e la faccio proprio più. Ho dolori ovunque, persino alle spalle! Non so se per rabbia o per commozione ma le lacrime iniziano a scendere: io non voglio arrendermi dopo tutta questa fatica, dopo averci messo anima e cuore dopo quasi 40 kilometri! Vado avanti faticosamente finché la vista del Colosseo mi appare chiara: sono arrivata…… incredibile! Il tempo scorre veloce, guardo il mio Garmin che ho ignorato per quasi tutta la gara e mi dice che ho percorso ben 43 kilometri e mi mancano ancora circa 250 metri al traguardo….. mah! “Biscottino, dammi la mano tagliamo quel traguardo insieme che ce lo siamo meritato tutto!”. Corro gli ultimi metri tra gioia e dolore piangendo e finalmente mi viene messa al collo quella medaglia per me così importante. La mia maratona di Roma è durata 5 ore e 53 minuti, l’ho corsa insieme ad un amico che non mi ha abbandonato nemmeno un istante. Siamo giunti al traguardo sfiniti io e Biscottino ma abbiamo vissuto un’esperienza bellissima e indimenticabile. 
Donata Casiraghi
***

1 commento:

  1. Brava Donata. Ho partecipato anch'io, peraltro molto ben allenato. Se avessi raccontato la storia della mia maratona di Roma, sarebbe stata una palla. La tua, invece, è stata avvincente e commovente. Sono molto contento per te. La prossima maratona che farai, sarai allenata a dovere, ma ricorderai sempre con affetto questa volta, così sofferta. Chi non corre e chi corre molto forte non capisce l'enorme emozione procurata da simili esperienze. Ciao Carlo.

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