Visualizzazione post con etichetta Zaninetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Zaninetti. Mostra tutti i post

2 settembre 2015

30 agosto 2015, Druogno (VB) - Cara Sgamelàa, di C. Zaninetti

Cara Sgamelàa,
torno a scriverti dopo due anni dalla mia prima lettera, alla quale non hai risposto. Ma non per fartene una colpa, né per chiederti ragione di un silenzio che ho compreso perfettamente. Il giorno in cui ti scrissi era quello della tua quarantesima edizione. Quella mattina circolarono brutte voci sul tuo conto. Si disse che l’edizione numero 41 non avrebbe visto la luce; che te ne saresti andata quasi di soppiatto, con la pretesa di scivolare via dall’agenda dei podisti silenziosamente. La festa dei tuoi primi quarant’anni si trasformò così in una mesta cerimonia di addio anticipato, che nessuno ebbe il coraggio di annunciare ma che tutti ebbero modo di percepire. Io stesso, che pensavo di conoscerti bene, e per questo sapevo delle altre “crisi” che avevi attraversato in passato (uscendone sempre indenne), rimasi turbato e mi ritrovai smarrito al pensiero che

25 agosto 2013

Lettera (non anonima) alla Sgamelàa d'Vigezz, di C. Zaninetti

Cara Sgamelàa,
ti scrivo a poche ore dalla conclusione della tua edizione numero 40.  E se anche dimenticassi che la vita inizia a quarant'anni, l'impressione è che i tuoi otto lustri neppure li dimostri. Dal nostro primo incontro sono passati dieci anni esatti. Di fama, ti conoscevo da almeno un altro decennio e a lungo ti ho considerata una meta inarrivabile. Quando cominciai a frequentare i circuiti podistici, a buttare benzina sul fuoco del mio (allora platonico) innamoramento, ci si misero più o meno tutti. Descrivendo minuziosamente il percorso, decantando gli scorci panoramici, raccontando l'atmosfera dei passaggi nei paesi della Valle e la soddisfazione di giungere “integri” al Santuario di Re, perché “chi vi arriva in forze, arriva bene anche al traguardo”.
L'ultima estate prima del debutto, ascoltare questi discorsi, ognuno dei quali verteva sulla Sgamelàa o ci finiva, era diventata quasi una sofferenza. Non stavo più nella pelle. E finalmente venne il grande momento. “Attento, giovanotto – mi ammonì Sandro Bottelli prima del via, frenando il mio stato di esaltazione -: questa è una corsa in cui la crisi arriva quando meno te l'aspetti”. Non ci misi molto a capire che era vero, non solo il monito di Sandro ma anche