27 febbraio 2019

UN TAPASCIONE IN KENYA. Anche le storie più belle, prima o poi, finiscono.

Quando, verso le 7.30, prendiamo posto nella grande sala da pranzo per la colazione, troviamo i nostri amici runner - quelli veri, i kenyani- già seduti, pronti per la loro dose mattutina di frutta, patate dolci, pane e marmellata col thè, o col chai (una bevanda di latte e thè molto zuccherata). Che poi è la stessa colazione che facciamo anche noi. Solo che loro, i runner veri, si sono già sparati un primo allenamento di una ventina di km, "up and down" lungo i sentieri tutti scassati di Kiambogo, una ventina di km corsi quasi tutti quando era ancora buio. E senza luce frontale, che da queste parte mi sa che considerano una specie di capriccio per podisti fighetti, una sciccheria che loro non potrebbero comunque mai permettersi. Come fanno a rientrare da questi allenamenti ogni volta senza nulla di rotto, lo sanno solo loro.
Ma se vieni in Kenya, anche se vieni con gli amici di "Africa&Sport”, vuoi rinunciare ad un safari in uno dei tanti parchi naturali pieni di giraffe, zebre, ippopotami, gnu, antilopi, gazzelle, pellicani e via elencando? No, che non vuoi. E infatti noi andiamo al Naivisha National Park, dove c’è un lago dieci volte più   grande di quello di Varese e dove sguazzano liberamente un po' di pesci – ovvio - e un sacco di ippopotami. Prima il giro in barchetta a vedere da vicino questi giganti a quattro zampe e i tanti e diversi uccelli che svolazzano tra la ricca vegetazione delle sponde di questo lago; e poi la passeggiata tra le giraffe, le zebre, gli gnu e gli altri animali che coi loro movimenti placidi conferiscono a questo luogo una calma ed una pace che si sposa alla perfezione col silenzio che vi regna. Uno spettacolo che la natura non poteva creare meglio.
Nel pomeriggio, però, si torna al camp di "Run2gether" - dove alloggiamo- perché abbiamo un impegno un po’ particolare: una troupe televisiva ci vuole riprendere mentre corriamo insieme ai kenyani. Devono realizzare un video che non ho capito dove e quando potremo vedere, e noi vi compariremo per qualche secondo.
Potrebbe sembrare noioso, invece è divertente correre (pianissimo) su e giù sullo stesso sentiero accanto ai ragazzi kenyani, e ripetere la scena più volte alla ricerca dell'inquadratura perfetta. È l’unico momento di questa vacanza, finora, i cui noi bianchi corriamo come loro, i runner veri.
Ma poi arriva il 27 febbraio, ultimo giorno di questa nostra vacanza. Appena sveglio so già che la scelta più difficile, oggi, sarà tra la tristezza che proverò nel lasciare questa gente così ricca (di umanità) e la gioia che invece sentirò nel ritrovare la mia casa e i miei amori. Mi sa che queste emozioni apparentemente così distanti, finiranno per convivere pacificamente in me.
La mattinata inizia con una visita alla scuola materna finanziata da "Run2gether", quella a cui saranno destinati i quaderni e le matite donate dalla scuola dell'infanzia "Borgomanero" di Sciare' di Gallarate. Una trentina di bambine e bambini bellissimi, tra i 4 ed i 6 anni, tutti già intenti ad imparare a leggere e scrivere. Perché da queste parti, i bambini arrivano alla 1a elementare sapendo già leggere e scrivere bene. Mi aveva colpito, nelle mattine scorse, vedere questi bimbi così piccoli camminare arrivando chissà da dove, da soli, per raggiungere la loro scuola. Mi colpiscono anche stamattina per l'attenzione e la serenità con cui seguono la loro maestra in aula. Meravigliosi!
L'allenamento in pista, poi, si rivelerà un’altra fonte di emozioni inaspettate: mentre giravo come un criceto sulla pista in terra battuta, ad un certo punto dalla vicina scuola elementare arrivano decine e decine di bambini (in ricreazione) che invadono la pista e - sorridendo come se fossero i bambini più contenti del pianeta - cominciano a correre con noi. Nei loro maglioni di lana blu, perché qui non hanno mai caldo, con le loro gonnelline lunghe e con le loro improbabili scarpe mi fanno da " pacer”, mi prendono per mano, si tengono per mano in una corsa di gioia che vorrei che non finisse mai.
Le caramelle che offre loro il mio amico Filippo, alla fine del loro "allenamento" è  il premio minimo che questi bambini si sono  meritati per il regalo che ci hanno fatto stamattina. Capito perché la mia prestazione, il ritmo della mia corsa, i chilometri percorsi stamattina non avevano nessunissima importanza?
Ora che questa vacanza volge al termine, posso smetterla di sfinirvi con questa specie di diario.
Avrete capito che ho vissuto un'esperienza bellissima ed emozionante, ho fatto una vacanza molto particolare che mi ha permesso di conoscere due mondi a me finora ignoti, quello del grande running kenyano e quello dell'Africa vera.
Un'esperienza che auguro a tutti coloro che amano la corsa e che sono curiosi di avvicinarsi a questo continente.
Devo ringraziare Marco Rampi, di "Africa&Sport" se tutto, qui, è stato così bello. Ma devo ringraziare anche Fabio Melone e Filippo Fazzini conosciuti solo alla partenza (e Mary Wangari Wajhoi, che è sempre stata con noi) che si sono rivelati compagni di viaggio davvero splendidi.
Datemi retta: contattate "Africa&Sport" (info@africasport.it) e, se appena appena potete, venite qui anche voi.
Francesco De Palo
(NdR) - ho condiviso con enorme piacere i racconti di Francesco dal Kenia, terra dei campioni del running e non solo, vivendo indirettamente le sue stesse emozioni.
Vi invito a leggere i tre precedenti racconti che troverete nei post sottostanti.

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