23 febbraio 2019

22/02/’19 - Francesco “PeC” De Palo: UN TAPASCIONE IN KENYA (1a Parte)

Il viaggio da Cassano Magnago a qui è stato lungo: tra voli, scali, attese e auto ci sono volute 24 ore prima di arrivare a Iten, la Mecca del running mondiale, 300 km a nord di Nairobi, a 2400 metri di altezza, su uno di quei famosi altipiani del Kenya che tanto fanno gola ai runners bravi, quelli che un po' da tutto il mondo ogni tanto vengono qui ad allenarsi. Soprattutto le 8 ore finali del viaggio in auto da Nairobi a qui sono state tante, ma vedere così da vicino il paesaggio, i colori, la gente e la vitalità che ci faranno compagnia nei prossimi giorni ha alleviato non poco la nostra fatica. Stare fermi 8 ore in macchina ci ha messo addosso una bella voglia di sgambettare. Una voglia che aumenta dopo essere stati ospiti a casa di James Kibet, vincitore del Campaccio 2018 e che ci parla dei suoi progetti con una tranquillità ed una modestia che a noi italiani viziati sembrano stonare con il suo curriculum da vero campione.
Io, Marco, Fabio e Filippo abbiamo scelto di fare questi 9 giorni di vacanza qui in Kenya, un po' per incontrare i ragazzi e le ragazze che sono in contatto con "Africa&Sport" e che fanno parte di "Run2gether" ("normali" runners kenyani, che però quando vengono in Italia vincono gare tipo la Stramilano o il Campaccio o la Sarnico-Lovere ) e un po'  per pura curiosità, per vedere (soprattutto io e Filippo, che siamo qui per la prima volta) un pezzo di Africa vera, lontana dagli itinerari e dai  villaggi turistici più noti. Di noi quattro è Marco, Marco Rampi, l'esperto di Kenya e di Africa che ci guida un po' dappertutto. Con noi c'è anche Mary, amica di Marco e Fabio, una che quando corre una mezza maratona la corre forte come Sara Dossena.
La colazione nell'albergo super spartano che ci ospita è stata davvero ricca, anche se servita con i tempi dilatati che qui - ci spiega Marco- sono normali e che nulla hanno a che vedere con i tempi delle "loro" maratone. Velocissimi a correre, ma non in tutto il resto.
Usciamo dal nostro resort (si chiama proprio così) e subito capiamo perché Iten è considerata la Mecca del running: ovunque, nelle strade tutte rigorosamente in terra che si diramano dell'unica asfaltata, ci sono decine e decine di ragazzi e ragazze che corrono. Sembra di essere ad una delle nostre I.V.V., solo che qui corrono un po' meglio. Ci sono anche tanti turisti europei, venuti fin qui per allenarsi e per sentirsi dei runner seri almeno per qualche giorno. Poche storie, ci diciamo, passata la stanchezza del viaggio, oggi pomeriggio anche noi dobbiamo correre!
Intanto, Mary ci porta a casa di Pauline, quella sua amica che l'anno scorso è arrivata terza assoluta alla Stramilano; e qui non possiamo sottrarci al rito del chai, il thè e latte dolcissimo, offerto e sorteggiato molto lentamente, come si usa fare da queste parti, segno di una cordialità e di una ospitalità impareggiabili.
È venuto il momento della nostra prima sgambettata nella terra dei campioni, finalmente. Seguiamo Mary, che con un passo davvero lento, adatto addirittura a noi, ci porta lungo sentieri molto ondulati, ovviamente in terra battuta, lungo i quali capiamo subito cosa vuol dire correre in altura, senza esserne abituati: una fatica boia! Tutta quella fatica, però, fa esplodere anche la fame, che decidiamo di soddisfare nel ristorante del nostro "resort”: dobbiamo aspettare solo un'ora e mezza prima di essere serviti, anche se il ristorante è  quasi vuoto. Ma non fa niente, anzi meglio: così il nostro piatto di pollo, riso e patate lo gustiamo ancor di più.
Archiviata la nostra prima giornata interamente trascorsa a Iten, il mattino seguente alle 7 ci vede già pronti per un allenamento in pista: una preziosissima pista per i runners locali, in terra, un po’ di sassi e anche un po’ di escrementi delle mucche che pascolano lì vicino. Insieme a "normali" runners locali, corrono anche tanti europei. Ci ho provato anch’io, giuro, ma davvero è stato un tantino deprimente sentire la mia corsa e vedere la loro, quella dei kenyani. Ma un po' era previsto, me lo aspettavo e più di tanto non soffro. Penso alla fortuna che ho di vivere questa incredibile esperienza, e tutto mi sembra meraviglioso.
Ma ora basta scrivere, dobbiamo andare ad organizzare la trasferta ad Eldoret ...lì sabato 23 febbraio si correranno i campionati nazionali di corsa campestre, una specie di festa nazionale e noi non vogliamo perdercela.
Vi racconterò tutto, promesso.
Francesco

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