11 maggio 2017

06.10.2013: CardaCrucca, la nostra storia è iniziata qui

Storia. Una delle materie meno amate da buona parte degli studenti di ieri e di oggi: date, nomi, guerre e trattati di pace da memorizzare che spesso gettano nello sconforto anche gli alunni più diligenti.
Diversa è la storia della nostra storia - un gioco di parole che calza a pennello. La storia della CardaCrucca, giovane gara podistica del varesotto che coniuga natura, bellezza, agonismo; e, naturalmente, storia.
Considerando la giovane età della manifestazione la cui edizione numero zero risale al 2013, non ci sono ancora molte date, nomi e tempi da ricordare - sicuramente non ci saranno mai guerre e trattati di pace da memorizzare... Eppoi, quando entra in gioco lo sport, tutto è più semplice e piacevole; persino la storia.
"È proprio così, siamo molto giovani sia come società, sia come evento sportivo", chiosa Enea Zampini, il giovane
(poteva essere altrimenti?) presidente di CardAtletica, la realtà organizzatrice dell’evento. "Ho praticato atletica fin da bambino - non vuole dirlo, ma Enea ha fatto suoi ben cinque titoli italiani in diverse categorie e diverse specialità, ndr-, e il mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di creare una scuola di atletica per i ragazzi. Questo sport mi ha dato tanto sotto il profilo agonistico e, soprattutto, umano; ecco perché vorrei far vivere a tanti altri giovani le mie stesse esperienze. Il tutto senza far ricadere sulle spalle delle famiglie degli stessi ragazzi i costi elevati per la pratica di questa attività sportiva." Da qui l'idea di organizzare una corsa che, offrendo a tutti la possibilità di godere di una bella giornata di sport, potesse essere fonte di sostentamento per il settore giovanile della stessa società sportiva.
Ma, adesso, tuffiamoci nella tanto amata-odiata storia.
06.10.2013: questa la data dell'edizione pilota della Cardacrucca; un'edizione ricca di incognite e paure, ma condita da un pizzico di incoscienza e da tanta voglia di fare grazie alle quali, alla fine, il successo è meritatamente arrivato.
Idilliaco e unico il percorso gara, campo naturale di allenamento per molti runner della zona: la pittoresca via Gaggio nel bosco di Lonate Pozzolo, una strada immersa nel Parco del Ticino che unisce due mondi diversi. Quello della natura dello stesso Parco con le sue strade bianche e le sue brughiere, con gli animali selvatici che gironzolano liberi e indisturbati, con i suoi cespugli di erica in fiore proprio in ottobre a formare uno scenario fiabesco che, per coincidenza, riproduce nell’insieme i colori sociali della CardAtletica: il bianco della strada, il verde dei cespugli e il viola del l'etica fiorita. Ma anche quello della storia: quell’area del Parco del Ticino è un vero e proprio museo a cielo aperto per via delle piste di atterraggio usate dall'aviazione tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale, a fianco delle quali reperti storici e allestimenti a tema fanno bella mostra di sé. E, infine, il mondo del paesaggio: l'arrivo della gara è infatti nella scenografica piazzetta di Tornavento, proprio quella della Guerra dei Trent’Anni iniziata nel 1636 tra le truppe del re di Spagna, Duca di Milano, e un esercito francese, alleato dei Piemontes. Da qui si gode di una mozzafiato che spazia dalle Alpi alla città di Milano, giusto premio dopo le fatiche dell’ultimo km corso lungo il Canale Villoresi e la salita sulla ripida scalotta che dal letto del fiume porta al poggio naturale di Tornavento.
"Quell'anno la nostra preoccupazione principale era il numero degli iscritti. Ci aspettavamo al massimo 300/350 persone; ne abbiamo avute oltre 600, di cui 400 al via della gara lunga di 14,83K, oltre 200 sulla prova corta di 8,8K è quasi 40 bimbi nelle prove loro riservate," continua Zampini. "Questi numeri non ci hanno colto impreparati su molti aspetti, dalla marcatura del percorso per evitare di sbagliare strada, al ricco ristoro finale apprezzato da tutti; ma ci hanno rallentato sul fronte iscrizioni: una défaillance della quale abbiamo fatto tesoro al punto di aver trasformato la gestione delle iscrizioni in uno dei nostri punti di forza nelle edizioni seguenti.”
E anche la meteo, che minacciava freddo, vento e pioggia, è stato clemente con atleti e organizzatori.
Sotto il profilo agonistico, nomi pesanti quelli dei vincitori delle prove lunghe: al maschile si impone l'ex azzurro Dereje Rabattoni che, andato in fuga nei primissimi chilometri, trionfa in solitaria con il crono di 51'58" e una media di 3'30"/km. Stesso copione anche al femminile che vede la vittoria dell’ultramaratoneta Francesca Marini in 1:00'01" (media di 4'02"/km), ancora oggi quinta prestazione all time. Completano il podio Alberto Larice (53'37") e Luca Savoldi (54'36") tra gli uomini; Valeria Ballan (1:02'43") e Francesca Barone (1:03'58") tra le donne.
Fabio De Angelis, Andrea Lavazza e Amos Bianchi salgono sul podio della gara corta maschile; a Maria Luisa Novelli, Elisa Rossoni e Albina Rosso vanno rispettivamente oro, argento e bronzo nella prova femminile.
"Lo sforzo è stato enorme; tante sono state le paure della vigilia. Ma alla fine i sorrisi, i suggerimenti, le critiche e i complimenti di chi c'era ci han fatto capire che proprio in quel momento avevamo messo un sigillo importante alla nostra squadra di lavoro che, con passione e impegno, stava facendo grandi cose per i ragazzi", conclude Il presidente Zampini. Ed è per questo motivo che la CardaCrucca torna anche quest'anno domenica 1 ottobre.
Un’ultima cosa: correre è bello; altrettanto lo è conoscere la storia. Ce lo insegna anche la CardaCrucca, la corsa nel museo storico a cielo aperto attraverso reperti bellici e piste di atterraggio usate dai tedeschi nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
Chiara Franzetti

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