23 giugno 2013

22.6.2013, Lago d'Orta Night Run - La mia prima collinare notturna, di M. Muraro

E’ la mia seconda corsa notturna ma la prima su percorso collinare e, come tutte le novità, ha il sapore dell’incertezza. Arrivo a Pella a bordo della vespa di mio fratello Maurizio e subito noto la quantità di gente, soprattutto da fuori provincia se non regione, che affolla il piccolo paese del lago. La serata è splendida e questo mi rende felice: finalmente, dopo tante edizioni della Pella-Orta (gara che si svolge a novembre) sotto la pioggia, il lago e le sponde circostanti si mostrano in tutta la loro bellezza.
Prendiamo il battello che ci porta a Orta, luogo della partenza, in compagnia della mia amica Luisa e di suo marito, con i quali attendo lo start divertendomi come non mai. Luisa ed io abbiamo deciso di correre senza GPS questa sera, rilassate e senza stress da prestazione e devo dire che tutto promette bene. Dopo un minimo
di riscaldamento eccomi pronta alla partenza: Maurizio è già davanti, io mi imbuco nelle prime file solo per rivedermi nelle foto. Appena partiti è un delirio: quasi ottocento atleti che si immettono in una stradina di pochi metri di larghezza; subito dopo però la corsa diventa fluida e ci arrampichiamo sulla collina di Orta per raggiungere Villa Crespi ed attraversare la statale. A questo punto inizia la vera e propria salita, prima stretta e in ciottoli poi in asfalto, che ci porta verso Legro. Allo scollinamento vengo raggiunta da una runner in bianco affiancata da un runner tutto in nero: sono Monica Bottinelli e Mirko Brondolo che quella mattina si erano sposati e avevano deciso di correre “piano” la Orta by Night per festeggiare. Monica è una vera atleta, oggi  avrebbe potuto tranquillamente vincere, e anche Mirko se la cava per cui il loro “correre piano” corrisponde al mio “andare veloce”. Provo a stare con loro (in effetti rallentano per non perdermi) e così passiamo tra le stradine saliscendi di un paesino che penso sia Lortallo e ci buttiamo giù per la discesa che porta verso Corconio e poi Buccione. Ad una curva riesco a girarmi un po’: spettacolo! Un fiume di luci sembra discendere lungo la collina! Mai visto una cosa simile!
Arriviamo a Buccione e la strada si fa piatta e sterrata: è la mia, quella che percorro almeno una volta a settimana per allenarmi e questo mi rinfranca. Il primo pezzo però lo soffro un po’, faccio fatica a star dietro ai novelli sposi che perdo definitivamente nel primo tratto asfaltato. Ora inizia la mia corsa in solitaria e finalmente anche le gambe cominciano a girare un po’ di più. Corro sapendo dove mettere i piedi, che lato del sentiero tenere, dove aspettarmi strappetti o piccole discese e mi accorgo che qualcuno riesco a superarlo anch’io. Sul pezzo finale perdo un po’ di motivazione (ahimè, quanto conta la testa!) ma riesco a tenere fino all’arrivo: 1h17’… mi ero convinta che sarei arrivata intorno all’ora e trenta e il cronometro mi dà una buona notizia. A questo punto inizia la ricerca dell’acqua, solo acqua, terribilmente acqua… sono così assetata che non vedo neanche il ristoro che, mi dicono dopo tutti i miei amici, era tra i più ricchi con pizze, focacce e pane e nutella (la mia preferita… mannaggia). Ritrovo Luisa e torno a casa con lei. Ci siamo divertite moltissimo ed abbiamo ritrovato il piacere di correre, provando anche l’ebbrezza del buio e della corsa con la lampada frontale.
E’ stata una gara stupenda per l’atmosfera, per la serata limpida, per la Luna piena, per l’organizzazione, per il fatto di essere notturna, per il numero esorbitante di gente che è riuscita ad illuminare le sponde meridionali del lago: l’unico mio rammarico è che, per guardare dove mettevo i piedi, ho tralasciato di sbirciare il paesaggio.

Maria Muraro
***

Nessun commento:

Posta un commento

Il vostro commento sarà visibile dopo verifica del moderatore.
Grazie