17 dicembre 2010

GLOBAL RUNNER - 6/9 Dic 2010 - 100 km of Namib Desert - seconda parte

la 100 km of Namib Desert raccontata dal vincitore
- seconda parte -
Stefano Ruzza
sul blog americano dell'amico Luca Grisa trovate il racconto tradotto in inglese >>>

La cronaca della 100 km of Namib Desert – la prima parte >>> - terza parte >>>
La cronaca – seconda parte
Infatti mercoledì c’è la tappa più lunga, la maratona di 42 km, in posti incredibili, completamente incontaminati e vietati persino ai turisti. E fino a metà rimaniamo sempre noi tre in testa, ma dietro, con Paolo Corinaldesi in testa in tanti sono molto vicini. Il caldo che ci attenderà ci ha portato a fare nel modo più tranquillo possibile i primi km pianeggianti. Ma intorno al 20° km arriva la parte più dura, circa 8 km di saliscendi con piccole dune e tratti dove poter tagliare su terreni ardui per arrivare alle bandiere del percorso. E qui allungo, sperando di poter chiudere i conti per la classifica. Al ristoro del 28° km spero di aver fatto il vuoto, ma invece vedo Paolo avvicinarsi ed essere a soli 100 metri da me. Ora devo tirare se voglio vincere la tappa e mettermi al sicuro da sorprese. E allora allungo, parto come in trance per ancora almeno un’ora di corsa sotto un sole che si fa sempre più cattivo e che già alle 8:30 del mattino (la partenza è stata alle 5:20) è abbondantemente sopra i 30 gradi.
Davanti a me uno spazio incredibile, sterminato, attraversato da alcuni orici che si chiedono chi sta invadendo in quelle ore quel territorio. Gli ultimi metri mi regalano sensazioni pazzesche, che aldilà della gara in sé, mi trascinano nel ricordo dei posti visti e vissuti correndo.
Paolo arriverà 7 minuti dopo, Roberto 13, ed Emin 30, distacchi che non credevo di poter fare in soli 20 chilometri. Tutti negli ultimi km avranno sofferto parecchio il caldo che intorno alle 10 sarà anche intorno ai 45 gradi, e perciò tutti saranno stati grandi per aver concluso col sorriso sulle labbra questa incredibile esperienza.

- La classifica della terza tappa: 1.Ruzza Stefano 3.37.27 – 2.Corinaldesi Paolo 3.43.15 - 3. Tarini Roberto 3.50.00-
Giovedì l’ultima tappa di 25 km circa, una vera e propria festa. Si parte ai piedi della Duna 45, quella che probabilmente è la duna più fotografata del mondo. I primi 15 km scorrono lentamente, completamente piatti, con davanti un gruppetto di 7-8 persone che corrono con le grandi dune sulla propria sinistra e le immagini dei giorni precedenti nella memoria. E al 15° km, quando arrivano le prime difficoltà con dei passaggi su un terreno misto secco-sabbioso, provo ad allungare. Emin, il simpatico ragazzo tedesco, come sempre fin troppo generosamente prova a starmi attaccato prima di cedere ed arrivare sfinito al traguardo. Il posto e l'atmosfera in cui corriamo sono qualcosa di incredibile. Davanti a me terreni aridi, piante secolari essiccate, e di fianco le dune maestose che sembrano possano inghiottire da un momento all’altro ogni forma di vita.
Finalmente arriviamo alla Crazy Dune, la duna più alta del mondo. Sono più di 300 metri di dislivello in meno di un km e mezzo di sviluppo. 23 minuti ho impiegato per scalarla lungo la sottilissima cresta. Una duna maestosa, immensa: nessuna parola è in grado di descrivere il timore che incute quest’ammasso mostruoso di sabbia. E arrivato in cima, ecco dall’altro lato una discesa vertiginosa, che affronterò in un minuto (!!!) e porta ad un lago prosciugato (ma in grado di riempirsi con la pioggia) contenente un albero considerato monumento nazionale. Ancora una breve duna a forma di mezzaluna ed ecco l’arco là in fondo.
Arrivo, applaudito dai ragazzi del Lodge che ci hanno sempre fornito assistenza nei ristori e a fine tappa. Fantastico sì aver vinto, ma fantastico aver attraverso questi posti unici, che solo una mente come quella di Adriano Zito poteva pensare adatti ad una corsa che non arriva al limite dell’estremo come si potrebbe pensare, ma che ne è il giusto avvicinamento (come la 100 km del Sahara, sempre organizzata dalla Zitoway).
Aspetto gli altri ragazzi che arrivano, tutti strafelici. In classifica ci sono Paolo Corinaldesi al secondo posto, Roberto Tarini al terzo ed Emin Da Silva al quarto, ma siamo tutti uniti dalle stesse emozione e dalla stessa soddisfazione.
Stefano Ruzza - La settimana prossima una nuova puntata: quel che resta dell'avventura e il mio futuro come global runner. 
- La classifica della quarta tappa: 1.Ruzza Stefano 2.34.03 - 2.Corinaldesi Paolo 2.37.10 - 3.Tarini Roberto 2.43.06-  - La classifica generale>>>
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le foto pubblicate sono di Pierluigi Benini o tratte dal sito della gara.

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